IL Rione

 
San_Savino

Un’altro gioiello del nostro Rione : San Savino Nonostante numerosi ritrovamenti archeologici attestino significative presenze di insediamenti altomedievali intorno alle colline che abbracciano la costa orientale del Trasimeno, il primo documento che menziona l’esistenza del piccolo borgo di San Savino data al 1006, quando, per iniziativa del conte Pietro Attone, della nobile famiglia degli Attoni di Todi, sorse sulla cima di questo colle semideserto un monastero, dedicato al santo martire di Sulmona, di cui oggi non rimane traccia alcuna se non nella toponomastica del borgo. A protezione del convento e dei suoi monaci lo stesso conte Attone iniziò la costruzione della fortezza a base quadrata, a una sola porta d’ingresso con arco a sesto acuto e una sola torre dall’insolita forma triangolare, probabilmente suggerita dalla geomorfologia del sito. Completato definitivamente intorno al 1180, il castello di San Savino fu ben presto travolto dai decenni di continue guerre e passaggi di eserciti che insanguinarono il contado perugino fino alla fine del XIII secolo, costringendo la città capoluogo impegnata nello sfibrante braccio di ferro con la vicina Cortona, a ricostruirne all’inizio del secolo successivo, le mura difensive, dotandole di merlature. La posizione elevata, dominante l’intero versante sud orientale del Trasimeno, rappresenta la testimonianza più immediata della funzione difensiva di importanza strategica per Perugia e il suo contado subito affidata al castello di San Savino, che insieme agli altri borghi fortificati della costa, costituiva un organico sistema di controllo per una zona economicamente importante e militarmente pericolosa, data la vicinanza al confine politico col libero feudo di Castiglione del Lago, per tutta l’età medievale e moderna nervo scoperto del contrabbando cerealicolo e ittico fra il comune di Perugia prima e lo Stato Pontificio poi, e il Granducato di Toscana. La cronica emigrazione che aveva colpito il borgo a causa delle guerre, riducendo la popolazione quasi esclusivamente ai monaci del convento, costrinse le autorità municipali perugine a emettere una serie di provvedimenti organici che garantivano il possesso di case e il godimento di particolari benefici agli abitanti delle vicine zone di Pian di Carpine e di Montecolognola che avessero voluto trasferirsi al castello di San Savino. Il risultato di questa operazione politica, dettata ancora una volta dalla necessità di mantenere il controllo della costa del lago, fu però piuttosto deludente: i magionesi non si mossero. Furono invece gli abitanti dell’Anguillara e delle vicine località lacustri a riedificare le case interne alle mura del Castello e a iniziare una prima espansione edilizia anche fuori dalle mura. Attività di importanza strategica per l’economia della zona, la pesca nel Trasimeno attirò subito le attenzioni dell’amministrazione pontificia, a tal punto da spingere papa Paolo V nel 1566 ad emanare una Costituzione con cui ordinava la costruzione e il mantenimento di un porto immediatamente a ridosso del colle e ad esclusivo servizio degli abitanti del paese, di cui oggi resta soltanto un pallido ricordo nel porticciolo, sede della lavorazione della canna palustre, nei pressi dell’oasi naturalistica. La centralità della tutela del Trasimeno nell’economia dell’amministrazione del libero comune perugino, della provincia pontificia, dello Stato unitario è testimoniata dalla costruzione dell’emissario proprio ai piedi del castello. Il 21 maggio 1462 l’acqua del lago iniziò il suo nuovo corso, dopo quello datole dai romani, per opera di Braccio Fortebraccio. Dopo i dibattiti sette-ottocenteschi legate alla ipotesi di prosciugare il lago, alla fine del secolo XIX, il 9 marzo 1896, presero il via i lavori per un’ulteriore e moderna sistemazione dell’emissario: l’inaugurazione di questa importante opera fu festeggiata con una cerimonia ufficiale a San Savino, che ospitò in quell’occasione i ministri del tesoro e delle finanze, il sottosegretario di stato per i lavori pubblici, senatori e deputati in gran numero, il sindaco di Perugia, nonché i giornalisti dei principali quotidiani nazionali. Se del monastero da cui il paese ha preso il nome, oggi non resta nulla, anche le due chiese parrocchiali entrambe interne al castello, la Chiesa di Santa Maria Maddalena e della Madonna del Rosario, non esistono più, soppresse nel 1889 e sostituite dalla nuova chiesa fuori le mura, costruita a metà del XVIII secolo e consacrata al Santo eponimo dal vescovo Franco Riccardo Firmiani. Nei suoi interni si può ammirare un bellissimo crocifisso in legno, oggetto di devozioni popolari, mentre sopra l’altare maggiore spicca una tela raffigurante San Savino che assiste un malato, su cornice di stile barocco.  L’ attività artigianale principale è la lavorazione della canna palustre. Ogni anno si tiene la festa paesana, denominata “Sagra del Gambero”. La festa si svolge intorno alla seconda settimana di Agosto e dura dieci giorni. Da vedere in Zona : Castello di Montecolognola Chiesa di santa Maria Annunziata – Montecolognola Santuario della Madonna delle Fontanelle – Montecolognola Chiesa di Sant’Andrea – Monte del Lago Chiesa di San Cristoforo – Cimitero di Passignano sul Trasimeno Chiesa di Santa Maria de Ancaelle – Sant’Arcangelo  (Fonte Wikipedia)

San Savino

Tuoro

Altra stupenda località del Rione : Tuoro Sul Trasimeno Il primo grande evento della storia di Tuoro è legato alla "battaglia del Trasimeno", avvenuta il 24 giugno del 217 a.C., nella quale l'esercito cartaginese di Annibale annientò l'esercito romano. Durante il Medioevo subì le vicende e le lotte legate alla conquista di una posizione strategica al confine tra Perugia e la Toscana. Nel XVI secolo fu inserita nei domini della Chiesa come importante stazione di posta e dogana e conobbe un lungo periodo di pace. Nel centro storico, dal caratteristico aspetto di borgo medievale, si può ammirare il Palazzo della Capra che secondo la leggenda sorge sul mausoleo del comandante romano. Nei dintorni, nei pressi del Lido di Tuoro, in località Punta Navaccia, area di grande interesse naturalistico, si ammira Campo del Sole, un museo all'aperto che raccoglie 27 grandi sculture a colonna realizzate in pietra arenaria da famosi artisti italiani e stranieri: le opere, disposte a spirale con al centro una tavola sormontata da un simbolo solare, hanno l'aspetto di moderni totem. Interessante anche Castel Ranieri, appartenuto alla famiglia dei Montemelino, da dove si può godere di una bella vista del lago, e la Pieve di Confine, eretta agli inizi del XII secolo e posta solo a qualche chilometro dall'abitato. Molto suggestivo il percorso storico della "battaglia del Trasimeno", che ricostruisce le fasi salienti della disfatta dell'esercito romano contro i cartaginesi di Annibale. Attraverso un itinerario guidato è possibile visitare gli scavi archeologici circostanti, dove sono visibili gli "Ustrina", grosse fosse ricavate nel calcare dove Annibale fece incenerire i soldati morti in battaglia. Del territorio comunale fa parte l'Isola Maggiore, dove si possono visitare la chiesa romanica di San Salvatore, del XII secolo, quella di San Michele Arcangelo del XIV secolo e il Castello Guglielmi, eretto nel 1891 su resti dell'ex convento di S. Francesco.

Tuoro sul Trasimeno

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Panicale è un pittoresco borgo medievale che ha mantenuto in gran parte intatta la sua struttura originaria. Sorge su territorio che un tempo fu abitato dagli Etruschi e che fu anche un rifugio sicuro dei soldati romani scampati alla battaglia del Trasimeno vinta dai Cartaginesi di Annibale.  Grazie alla sua posizione collinare rappresenta una splendida finestra sul Lago Trasimeno e sulla campagna circostante tra Umbria e Toscana. Lo raggiungi percorrendo una strada panoramica tra pregiati uliveti.  Arrivato a destinazione, prima di immergerti nella visita storica della città, ti consigliamo di godere del panorama sul lago da uno dei punti panoramici appena fuori le mura del borgo e di ammirare nella chiesa di San Sebastiano, edificata tra la fine del XIV e il XV secolo, gli affreschi raffiguranti il Martirio di San Sebastiano e La Madonna in trono con angeli musicanti, opere di Pietro Vannucci, detto il Perugino, "Divin Pittore". Il centro cittadino si apre con la porta Perugina, passaggio per la prima di tre piazze ubicate su tre differenti livelli. La prima, piazza Umberto I, ti accoglie con la fontana in travertino realizzata nel ‘400; in piazza san Michele Arcangelo trovi la barocca Collegiata di San Michele Arcangelo, simbolo del potere religioso, ed infine nel punto più alto, in piazza Masolino, trovi il Palazzo del Podestà, eretto tra XII e XIV secolo ad opera dei Maestri Comacini, che svetta con l'alto campanile che si scorge sin dalla valle. All'interno del cento storico è anche il teatro comunale Cesare Caporali, che propone tutto l'anno un ricco programma di appuntamenti. Teatro storico tra i più suggestivi dell'Umbria conserva al suo interno il telone del sipario che ritrae il capitano di ventura Boldrino Panieri di Panicale realizzato dal pittore perugino Mariano Piervittori. Da non perdere anche la visita al Museo del Tulle, nell'ex chiesa di Sant'Agostino, fuori piazza Fiorentina, in piazza Regina Margherita, dedicato a Anita Belleschi Grifoni, la panicalese che ripropose agli inizi del Novecento un particolare tipo di ricamo su tulle denominato "Ars Panicalensis". Si tratta di un ricamo ad ago eseguito direttamente su tulle in cotone o in seta che si diffuse già a partire dai primi decenni del XIX secolo grazie al perfezionamento, ad opera degli inglesi Heathcoat e Lurdley nel 1809, di un telaio per produrre meccanicamente il tulle, un tessuto molto leggero, vaporoso ma al tempo stesso resistente, caratterizzato da maglie a fori esagonali.   Se vuoi approfondire la storia delle famiglie cittadine, in via Pietro Vannucci, all'interno del palazzo Comunale, ti consigliamo la visita alla  Pinacoteca Mariottini che ospita 31 tele raffiguranti ritratti celebrativi di uomini della città. Poco fuori città, lungo la strada che scende verso il lago, sorge la chiesa barocca della Madonna della Sbarra costruita per ospitare una sacra immagine della Vergine Maria scoperta nel XVI secolo in un tabernacolo nascosto tra la vegetazione nelle vicinanze del paese. A pochi chilometri da Panicale di grande fascino sono anche il Santuario della Madonna di Mongiovino (XVI secolo),  da sempre luogo di devozione mariana e il Santuario delle Grondici, con panorama mozzafiato sulle vallate circostanti. La Collegiata di san Michele, possente struttura muraria dalla forma quadrata, affonda le sue radici in tempi antichissimi; nell’abside al suo interno è conservato l’affresco L’Annunciazione attribuito a Tommasino Fini detto Masolino Il Palazzo del Podestà risale al Trecento e costituiva la sede del potere politico locale, mentre ospita oggi l’archivio storico comunale

Panicale

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Torniamo a parlare delle bellissime località del nostro Rione e parliamo di Castiglione Del Lago Conquistata dagli Etruschi, fu sottoposta alla giurisdizione della vicina Chiusi e conservò per molti secoli il nome di "Castrum Clusii" (castello di Chiusi). Dopo l'epoca romana il territorio fu bonificato e collegato alla Valdichiana. Nel Medioevo divenne borgo potentemente fortificato, furono costruiti il Castello, poi distrutto e ricostruito fino a che Federico II di Svevia (XIII secolo) lo fece abbattere e ricostruire per trasformarlo in una fortezza chiamata 'Castello del Leone' da cui l'attuale denominazione del Comune. Dal XVI al XVII secolo fu marchesato e poi ducato dei Della Corgna. Quando, nel XVII secolo, la famiglia dei della Corgna si estinse, Castiglione del Lago passò nei possedimenti della Chiesa fino all'Unità d'Italia (1860). Il centro storico è circondato dalle mura medievali con le tre porte Fiorentina, Senese e Perugina. Notevole la Rocca del Leone, uno degli esempi più interessanti di architettura militare umbra del Medioevo: realizzata nel 1247, su progetto di Frate Elia Coppi da Cortona, è a forma di pentagono irregolare, con cinque torri e tre porte, dominata dal mastio triangolare alto quasi 30 metri. Il cammino di ronda offre una splendida visuale sul lago, mentre il vasto spazio interno è oggi utilizzato come anfiteatro naturale per spettacoli. Altro edificio di grande pregio artistico è Palazzo Ducale o della Corgna, fatto costruire da Ascanio della Corgna nel 1560 su progetto del Vignola o di Galeazzo Alessi: offre interni riccamente affrescati da Niccolò Circignani detto "Il Pomarancio" e Salvio Savini, con scene mitologiche e imprese del capitano di ventura Ascanio della Corgna che nell'insieme rappresentano uno dei migliori esempi della pittura manieristica della regione. Da vedere la chiesa di Santa Maria Maddalena, con una pregevole tavola del 1500 di un allievo del Perugino, una "Madonna del Latte" di scuola senese del ‘300 ed affreschi di Mariano Piervittori (1850), la chiesa di San Domenico di Guzman, con un bel soffitto ligneo a cassettoni ed un ambulacro destinato a tomba dei della Corgna, e, sulla piazza principale del borgo, piazza Mazzini, il palazzo del Capitano del Popolo del XIII secolo. Nei dintorni, Castiglione del Lago presenta numerosi insediamenti di origine etrusca diffusi in vari piccoli centri costruiti sulle colline circostanti: a Gioiella, Vaiano, Pozzuolo, e nei pressi di Panicarola il santuario della Madonna della Carraia (necropoli protovillanoviana): il santuario, eretto nel XVII secolo, ha un interno ampio a croce greca ed un notevole altare ligneo con la venerata immagine della Madonna con Bambino. Di grande interesse naturalistico ed ambientale l'Isola Polvese, la più grande del lago Trasimeno, destinata ad oasi attrezzata e parco didattico-ambientale, presenta una ricca vegetazione con boschi di leccio, alloro, roverella ed offre la possibilità di ammirare un patrimonio faunistico di grande interesse.

Castiglione del Lago

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Fondata dai Romani nel 290 a.C., nel Medioevo fece parte dei feudi delle città vicine (Montegabbione, Orvieto, Perugia, Marsciano) fino a quando, nel XVI secolo, entrò a far parte dello Stato della Chiesa. Il dominio pontificio finì nel 1860 quando nacque il Regno d'Italia. ARTE, CULTURA, AMBIENTE Nel centro storico del borgo da vedere il Museo del Vetro, spitato in un'antica fabbrica di vetri, la Chiesa di San Silvestro, la Chiesa della Madonna della Crocetta (XVI secolo), con una statua lignea dell'Ecce Homo, Palazzo Misciatelli-Pallavicini (XVIII sec.) ed il Palazzo dei Conti Bulgarelli di Marsciano. Nei dintorni, Piegaro offre interessanti opportunità di visita: a Castiglion Fosco, piccolo borgo medievale caratteristico per la particolare torre a forma cilindrica, la Chiesa di Santa Croce, nel borgo medievale di Cibottola il Castello, la Chiesa di San Fortunato ed il Convento di San Bartolomeo, a  Gaiche il Castello (XIII secolo), la Chiesa di San Lorenzo (1391) e l'Oratorio di San Bernardino, a Greppolischieto la Chiesina di San Lorenzo (XIV secolo), a Pietrafitta l'Abbazia dei Sette Frati (XI-XII secolo), la Chiesa della Madonna del Fosso e di Santa Maria Assunta. Nella zona di Pietrafitta sono i giacimenti di lignite dovuti  all'antica presenza del lago Tiberino. Da qui provengono i reperti di vertebrati fossili (elefanti, cervi rinoceronti) sistemati nel Museo Paleontologico Luigi Boldrini. Da non perdere la bella vista panoramica dalla valle del Nestore fino a Perugia e al Lago Trasimeno che si gode dal parco del Monte Arale.

PIEGARO

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La dedicazione a Santa Susanna è in relazione con l’affermazione del cristianesimo in Umbria ed al culto commemorativo di questa santa, vergine e martire. Secondo la leggenda, Susanna era moglie di un ebreo facoltoso e a causa della sua bellezza, oggetto del desiderio di due anziani della comunità che insieme concepirono una macchinazione per sedurla: durante un bagno aspettarono che le ancelle se ne fossero andate e sorprendendola nuda, la minacciarono di accusarla di adulterio, crimine punibile con la morte. La donna, tuttavia, non cedette e i due attuarono la loro minaccia: la donna venne ritenuta colpevole e condannata a morte. Riuscì ad evitare la condanna e a ristabilire il suo buon nome grazie all’intervento del giovane Daniele, che smascherò i due bugiardi interrogandoli separatamente e dimostrando l’incongruenza delle due versioni. Una seconda leggenda narra invece di una Susanna martire a Roma sotto l’imperatore Diocleziano. Essa sarebbe stata la figlia di un alto funzionario dalmata, parente dell’imperatore, che si oppose all’ordine imperiale di sposare il generale Massenzio Galerio, successore designato, rinunciando alla sua religione e per questo condannata a decapitazione. Non esiste tuttavia nessun documento storico attendibile che attesti la verità della leggenda. Il nome deriva dall’ebraico Shushan, in aramaico Shoshana, che significa giglio, il fiore della purezza, quindi la donna pura. È un tema tipico dell’arte catacombale, per dare speranza ai perseguitati della liberazione finale del giusto dal male. Nell’iconografia perugina la santa è quasi sempre rappresentata con la palma in mano, simbolo per eccellenza che immortalava la Vittoria ed era associata alla corona di alloro. I cristiani la usarono per simboleggiare il Trionfo della vita sulla morte.

SANTA SUSANNA

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#Perugia# #Landscape# Continuando il nostro viaggio per le vie del Rione andiamo ora da via Vermiglioli, per via Cumana, svoltando poi a sinistra, si raggiunge via Deliziosa di nome e di fatto "Al n. 7 nel 1923 fu apposta una lapide dedicata al generale Fulvio Riccieri, medaglia d’argento della prima guerra mondiale Al n. 17 è la casa, si dice nella lapide, abitata da Pietro Vannucci, fronteggiata dalla facciata con" "campaniletto a vela dell’ex chiesa di Sant’Antonino, del Duecento, cui si è curiosamente aggrappata un’abita-zione civile.

VIA CUMANA E DELIZIOSA

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Scendendo un po’ da Via Deliziosa incontri sulla destra via dei Gatti, così chiamata perché fino agli anni 50 era chiusa da un cancello, quindi ad uso esclusivo dei gatti.Tornando in direzione di via dei Priori, fermati a guardare la lapide dedicata a Alinda Bonacci Brunamonti, la poetessa che secondo Capitini incarnò al meglio il romanticismo letterario. Segui poi per via del Morone per poi arrivare in uno slargo dove si trova il palazzo degli Oddi, oggi Marini Clarelli. Gli Oddi, che edificarono il palazzo nel Cinquecento, erano una famiglia di nobili perugini la cui epopea è narrata negli affreschi interni allo stabile

VIA DEI GATTI E VIA MORONE

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La tradizione vuole che il nome di Via della Sposa derivi da un episodio avvenuto nel 1351, quando Maria Jacobj, che abitava in Via Tornetta, fu abbandonata sull’altare dall’amato Armando. La ragazza cadde in una profonda depressione, tanto che si pensò fosse prossima alla morte; tanto più che si era diffusa la voce che causa di questo male fosse una fattura scagliata da una strega di nome Luminuccia. Grazie all’intervento del parroco di Sant’Andrea, Armando tornò dall’amata il 15 agosto, giorno della festa della Madonna di Monteluce. Per ringraziare delle preghiere e della vicinanza di tutti i vicini di casa durante i giorni di malattia, la donna, il giorno delle nozze, percorse tutta la via dal fondo fino alla cima. Il percorso di Santa Susanna, che prende il nome dall’antica chiesa di Santa Susanna, che si trovava sul luogo dove oggi sorge la bellissima chiesa di San Francesco al Prato, è noto anche con il nome di Porta Sant’Andrea, dall’intestazione della chiesa che si trova in fondo a via della Sposa, o Porta della Colombata, dal nome della strada Colomata o Colombata che arrivava fino al Trasimeno e conduce all’omonima chiesetta tardo-duecentesca, che segna il confine tra città antica e città moderna.

VIA DELLA SPOSA

 
 
 
 
 
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Via dei Priori, fra le più belle e caratteristiche di Perugia, è conosciuta anche con altri nomi: “via sacra” perché ricca, lungo il percorso, di innumerevoli chiese e oratori, tutti di notevole importanza; ma anche “Antica via etrusca” e poi via regale di Santa Susanna. Il nome attuale deriva dal nome dei dieci magistrati (decemviri o priori), che detennero il governo cittadino dall’ epoca medioevale fino agli inizi del Settecento. Il tracciato si identifica in parte con il decumano maggiore del centro etrusco – romano, che attraversa la città da est (Arco dei Gigli) a ovest (Porta Trasimena). A partire dal ‘300 fu tra i percorsi cittadini di maggiore importanza poiché conduceva al Lago Trasimeno e al Chiugiano, il granaio cittadino. Per questo motivo racchiude una straordinaria densità di edifici privati e religiosi, frutto di una storia che ininterrottamente corre dal Medioevo fino all’età moderna.

VIA DEI PRIORI

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La rocca di Passignano sorge all’interno del paese, in posizione leggermente sopraelevata rispetto all’abitato sviluppatosi successivamente lungo la riva del lago. Passignano  significa letteralmente “Luogo del passo”. Ciò fa riferimento probabilmente all’esistenza di una struttura militare romana che controllava il famoso “Passo”, via di collegamento tra il nord ed il sud della penisola. La rocca è attualmente costituita dai ruderi dell’antica costruzione originaria. Rimangono le mura quadrate, un torrione semidistrutto e la parte settentrionale del castello medievale, con la torre triangolare. Oltre a ciò una serie di viuzze si inerpicano all’interno del centro storico,  lasciando intuire come doveva essere la viabilità all’interno del castello. Le origini della rocca sono da far risalire al periodo longobardo (V/VI secolo), ma probabilmente le mura quadrate sorsero tra l’820 e l’850 e furono edificate dai marchesi di Toscana, proprietari fino al XI secolo. Nel 1187 la rocca passò sotto il capitolo della cattedrale di San Lorenzo (Perugia). Poco dopo, nel 1202, iniziarono i lavori di ampliamento. Fu così trasformato in un vero e proprio castello fortificato, capace di difendere i territori perugini sul versante toscano. All’interno delle mura furono inglobate le case intorno. Durante tutto il medioevo, il castello di Passignano cambiò numerose volte proprietario subendo saccheggi e razzie. Ma è soprattutto dopo la guerra tra il ducato di Toscana e lo stato pontificio (1479),  che il suo aspetto subì numerose modifiche. Vennero distrutte molte torri e danneggiate numerose abitazioni.  In epoca rinascimentale si susseguirono numerosi scontri per il possesso della roccaforte tra alcune delle più importanti famiglie della zona: i Della Corgna, i Baglioni e i Degli Oddi. Fu anche coinvolto nella “Guerra Barberina”, avvenuta tra le truppe papali e quelle toscane del granduca Ferdinando II. Solo nel 1778 ne venne demolita una parte, per consentire un miglior transito alle carrozze. Tra il 1816 ed il 1817, il Governo Pontificio decise la demolizione di tutto il complesso, ordinando che il materiale proveniente dalle torri e dalle mura venisse usato per sollevare il livello stradale. Infatti, più volte, il lago aveva straripato, inondando e danneggiando le case sulla riva.

LA ROCCA DI PASSIGNANO

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Usciamo dalla zona centrale del Rione per parlare del Lago Trasimenocon le sue località e cominciamo con Passignano : Sul territorio, abitato dagli Etruschi e dai Romani, si fermarono le truppe di Annibale (217 a.C.) per decimare le truppe romane sconfitte nella famosa battaglia del Trasimeno, ma anche i Goti, i Longobardi e i Bizantini che si contendevano il controllo del territorio. Il nucleo più antico della città mantiene intatto l'aspetto di borgo fortificato, ancora oggi visibile e racchiuso entro la cinta di mura medioevali, della quale sopravvivono le porte di accesso e le torri come la cosiddetta Torre di Ponente, che ancora custodisce lo stemma del Comune. Nel punto più alto del paese sorge la Rocca, di epoca medievale  al cui interno è allestito il Museo delle Barche, dove sono esposte alcune imbarcazioni del Lago Trasimeno, di Piediluco, del Padule di Fucecchio, oltre al "Fassoi", barca realizzata con piante palustri, dello Stagno di Cabras, in Sardegna. Tra gli edifici di pregio artistico si segnalano la Chiesa di San Cristoforo, chiesa del cimitero, antica Pieve costruita prima del 1000 sulle rovine di un precedente tempio pagano, la quattrocentesca Chiesa di San Rocco, di Chiesa di San Bernardino e l'Oratorio di San Rocco. Notevole il cinquecentesco Santuario della Madonna dell'Uliveto, al cui interno si conservano opere pittoriche e scultoree di pregio come quella in pietra arenaria Madonna col Bambino di Ascanio da Cortona.

PASSIGNANO SUL TRASIMENO

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Parliamo ora di un’altra località del Rione : Magione : Di origini etrusco-romane, le prime notizie storiche risalgono al Medioevo, in una documentazione in cui si parla di Villa di Pian di Carpine posto all'incrocio dalle strade tra Perugia, Chiusi ed il Lago Trasimeno, passaggio obbligato di tutti i pellegrini provenienti o diretti a Roma. Per assistere questi pellegrini, i Cavalieri dell'Ordine Ospitaliero di San Giovanni da Gerusalemme fondarono uno ospizio chiamato "La Magione di Pian del Carpine". Dalla Casa Ospitale dei Cavalieri, il nome si estese a tutto l'abitato che lo circondava dando vita all'odierna Magione. Asservita a Perugia, verso la fine del 1300, i Cavalieri di Malta trasformarono l'ospizio in castello per motivi di sicurezza, dentro il quale, nel 1502, fu ordita la congiura contro Cesare Borgia, figlio naturale di Papa Alessandro VI. Il complotto fu scoperto e Cesare Borgia si vendicò facendo strangolare i congiurati. Magione è anche la patria di Frate Giovanni da Pian del Carpine, seguace di San Francesco ed affascinato dai grandi viaggi, che nel 1245 partì per l'Oriente arrivando in Mongolia alla corte del Gran Khan ed al suo ritorno scrisse una Historia Mongolorum (Storia dei Mongoli). L'edificio più rappresentativo della città è il Castello dei Cavalieri di Malta, uno dei più belli dell'Umbria, caratterizzato da una pianta quadrata con torrioni circolari e un cortile sul quale per tre lati si affacciano logge sovrapposte in tre ordini. La struttura attuale, sorta sul nucleo di un ospizio fondato nel XII secolo dai Cavalieri Gerosolimitani, è frutto di un ampliamento del castello preesistente che incorporò anche un'antica abbazia benedettina del XII secolo che si suppone fosse stata sede dell'ordine dei Templari. Interessanti la Chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel 1571, con una maestosa facciata decorata secondo lo stile barocco ed arricchita dal ciclo di affreschi di Gerardo Dottori, la chiesa della Madonna delle Grazie (1209), che conserva la "Vergine in Trono con il Bambino" (1371), dipinto attribuito ad Andrea Di Giovanni da Orvieto, la Torre dei Lombardi, realizzata tra il XII e XIII secolo dai Cavalieri Gerosolimitani come sistema difensivo, ed il Palazzo Comunale, dove si trovano affreschi di Gerardo Dottori. Nei dintorni meritano una visita l'antico borgo medievale di Montecolognola, da dove si gode di una vista magnifica sul Trasimeno, con la Chiesa di Santa Maria Annunziata, il Castello di Agello, la Badia con la Chiesa Romanica a Sant'Arcangelo, il Museo della Pesca di San Feliciano, con una interessante retrospettiva storico antropologica del lago Trasimeno. Di grande interesse ambientale l'Oasi naturalistica "La Valle", posta all'interno del Parco Regionale del Trasimeno, che dispone di un Centro visite, un Centro di documentazione del Trasimeno con testi naturalistici e scientifici, una stazione di inanellamento degli uccelli, una Passerella in legno e degli Osservatori per praticare il birdwatching

MAGIONE

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Un vicoletto ti conduce in via Vincioli: continua lungo via della Pernice e in via Guardabassi, una via dedicata al famoso patriota perugino e politico italiano fu senatore del Regno D’Italia. Scendendo dritto si giunge nella piazzetta San Paolo, dove si trova il liceo classico di Perugia. Qui vi è posta una lapide che ricorda Giovanni Bini Cima, intellettuale repubblicano che qui insegnò nell'Ottocento. Risalendo un po' la piazza percorri via dell'arco fino a giungere in via del Poggio da dove si gode di una bellissima vista sulla piazza San Francesco. Dirigiti verso questo posto, uno dei più belli e suggestivi di Perugia.

VIA VINCIOLI

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Un’altra via Del Rione Via Vermiglioli che prende il nome dall'omonimo palazzo che si trova nella piazzetta in cima alle scalette, di Giovanni Battista Vermiglioli, fondatore della cattedra di archeologia e del Museo archeologico di Perugia, l'uomo più colto del suo tempo.

VIA VERMIGLIOLI

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via Sant'Agata, che prende il nome dalla chiesa dei Santi Severo e Agata; la chiesa, già nel 1663, era una cappella dedicata alla santa che fu ceduta al papa nel 1320, in cambio della chiesa di San Severo che fu soppressa per ampliare il palazzo dei Priori. La cappella fu dunque ricostruita e dedicata ad entrambi i santi. Sulla facciata della chiesa puoi osservare una lapide dedicata a don Piastrelli, importante esponente del mondo cattolico progressista, tra i promotori del movimento modernista in Italia, un punto di riferimento anche per Aldo Capitini.

VIA SANT'AGATA

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STORIA Centro etrusco-romano, nel VII secolo divenne la potente "Castrum Plebis", sorta attorno alla Pieve dei Santi Gervasio e Protasio. Nel 1188 fu sottomessa a Perugia, e sotto Federico II di Svezia il libero Comune assunse l'attuale assetto urbanistico (1250). L'instabilità politica e militare continua fino al 1600 quando Città della Pieve entrò a far parte dello Stato Pontificio divenendo un centro amministrativo e religioso importante. Rimase sotto il dominio della Chiesa (salvo la parentesi napoleonica) fino al 1860. ARTE, CULTURA, AMBIENTE Il centro storico mantiene l'impianto urbanistico originario tipicamente medievale sul quale si sono innestati elementi architettonici di gusto rinascimentale, barocco, rococò, neoclassico, che evidenziano la vitalità artistica della città. Da visitare la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio (Duomo), che conserva le opere di due grandi pittori di Città della Pieve, il Perugino ed il Pomarancio, e l'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, dove si trova la straordinaria "Adorazione dei Magi" del Perugino. Oltre alla torre Civica, eretta nel XII secolo, e la torre del Vescovo, torrione di avvistamento edificato probabilmente nel 1326, notevoli sono la Rocca (1326), con cinque torri, il Palazzo della Corgna (XVI secolo), sede della biblioteca comunale e di esposizioni temporanee, palazzo Bandini (XVI secolo) e palazzo Baglioni, del XVIII secolo. Fuori dalle mura cittadine si trovano la chiesa di Sant'Agostino, di San Francesco, oggi santuario della Madonna di Fatima, la chiesa di Santa Maria dei Servi, con l'affresco del Perugino raffiguranta la Deposizione dalla Croce, e la chiesa di Santa Lucia. Una curiosità: lungo via Vannucci si incontra il "vicolo Baciadonne", considerata il vicolo più stretto d'Italia per la sua larghezza che varia dai 50 ai 60 centimetri. Nei dintorni, poco fuori la città, si incontra Santa Maria degli Angeli, eremo francescano che si presenta come una costruzione gotica con campanile a vela. La collocazione in un'area di confine rappresenta un elemento caratteristico del paesaggio, nel quale si intrecciano armonicamente impronte umbre, toscane e laziali, impreziosite dalla grazia dell'ambiente naturale: colline morbide che si colorano della luminosità magnetica sprigionata dai dipinti del Perugino, del verde argentato che incornicia la campagna intorno al suo splendido borgo, che esalta le forme addolcite dei campi coltivati, del rosato intenso del cotto, eco dell'antica tradizione locale nella fabbricazione del laterizio prodotto in loco fin dagli inizi del Duecento.

Città della Pieve

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Paciano, borgo medievale sulle colline del Trasimeno Paciano, situato nella parte occidentale dell'Umbria, è  un piccolo borgo tra gli oliveti adagiato alle pendici del Monte Petrarvella  ove la vista spazia verso il Lago Trasimeno, la Valdichiana e il Monte Amiata Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia". Il centro storico  ha mantenuto in gran parte intatta la sua struttura urbana di origine medievale articolata su tre strade parallele collegate da vicoli ortogonali cui si accede dalla Porta Fiorentina, Porta Perugina e Porta Rastrella. Non devi perdere, oltre le numerose chiese che incontrerai passeggiando nel centro storico, la visita alla nuovissima e multimediale Banca della Memoria del Trasimeno in palazzo Baldeschi. In questo spazio, attraverso i volti della popolazione locale potrai riflettere sulla "memoria e sui saperi del lavoro artigianale, agricolo e enogastronomico" . Se sei amante dell'arte, preziose opere di pittura e scultura sono esposte nel museo Don Aldo Rossi, nella chiesa di San Giuseppe  e nella Pinacoteca, con ingresso dalla confraternita del Santissimo Sacramento in via della Pitalessa. Nei dintorni ti consigliamo la visita al Santuario della Madonna della Stella, costruito nel 1572 in seguito all'avvistamento, da parte di un pellegrino, di una stella adagiata per tre giorni sopra l'immagine della Madonna

Paciano

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Brochure realizzata da Luca Petrucci. Un ringraziamento speciale va anche a: Bruno calzature, Mondottica, Elettromil trasformatori e reattanze, Elicar service, L'Arte della Lattoniera, Stile Gioiello, UnipolSai LP, F.LLI Fagioli, Diecidecimi ottica e design.